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Ricette editoriali #2 | SUR

Vi era piaciuta la puntata precedente di questa rubrica?

Via con la seconda allora: Edizioni Sur!


Ingredienti base

  • Fondazione: 2011
  • Sede legale: Roma
  • Casa editrice indipendente

Sapori:

  • Sur: letteratura latino-americana
  • Big Sur: cultura angloamericana
  • little Sur: tascabili e testi brevi (collana economica)

Dire che mi attira tutto questo è poco e mi vergogno a dire che ancora non ho letto nulla edito da questa casa editrice ricca di titoli interessanti.

Sicuramente vorrei leggere almeno un libro di Roberto Bolaño e di Julio Cortázar di cui sento sempre parlare molto bene e che sono parte sia della collana Sur che della little Sur.

Per quanto riguarda la prima ho visto anche pareri davvero entusiasti a proposito di “Umami“, una nuova uscita che ho visto essere stata anche portata in giro per l’Italia con varie presentazioni, e mi attira poi molto anche una futura uscita a settembre:

Della collana Big Sur invece mi piacciono molto questi due romanzi Ali Smith, in particolare “Hotel World” per deformazione professionale dato che lavoro in un albergo come receptionist e sarei davvero curiosa di leggerlo per vedere cosa si dice di noi! “Voci fuori campo” è invece una novità fresca fresca di giugno.

Gli ultimi due titoli che hanno attirato la mia attenzione sono poi in uscita rispettivamente a luglio e a ottobre di quest anno e hanno davvero tutte le premesse per essere davvero interessanti come potete vedere dalle descrizioni sul catalogo recuperato al SalTo.

Voi cosa avete letto di questo editore?

Cosa non posso assolutamente perdermi?

Lavinia

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Gruppo di lettura dal vivo #7 – “Le intermittenze della morte” di José Saramago

Dopo tanta fatica tra accordi per impegni vari, libro ancora da finire, serate impegnative… ecco il libro del mio gruppo di lettura dal vivo!

Devo dire che “Il gioco di Ripper” di Isabel Allende non ci ha convinti molto e la discussione è stata abbastanza unanime.

Per il tema di questo mese da me proposto (autori portoghesi) speriamo di andare sul sicuro con un Premio Nobel che a me piace molto:

intermittenze_morte

Qualcuno di voi lo ha letto?

Fatemi sapere se vi è piaciuto!

Lavinia

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Ho il tuo numero | Sophie Kinsella

ho il tuo numero

Poppy è nel panico dopo aver perso sia il suo anello di fidanzamento sia il suo cellulare. Chi lo dice ora al suo futuro marito che non sa dove sia quel cimelio di famiglia? E se qualcuno dovesse ritrovarlo, come potrebbero ricontattarla? Insomma è disperata ma… uh, ecco un telefono in un cestino della spazzatura!


Premessa n.1: ci sono SPOILER OVUNQUE quindi, se volete, non continuate a leggere!

Premessa n.2: ho voglia di smontare un libro che non mi è piaciuto quindi ogni giudizio negativo è puramente e fortemente voluto.

Lo so, non è mio solito dare recensioni di questo tipo ma questo romanzo è lì che aspetta da un paio di mesi di essere commentato come si deve.

Avete presente quando leggete qualcosa di bellissimo o di bruttissimo e dovete sfogarvi raccontandolo a qualcuno?

Ecco, io questo me lo sto tenendo dentro da aprile. Ho provato ad esternare il mio disappunto al mio compagno, ad un’amica, al muro, al cane ma… niente da fare, devo proprio mettere nero su bianco!

Partiamo subito dal presupposto che quando ero più “piccola” ho apprezzato sia la serie (mai finita di leggere) di “I love shopping” di Sophia Kinsella sia qualche romanzo singolo anche scritto con il suo vero nome, ovvero Madeleine Wickham.

Dico anche che ho avuto l’e-book gratuitamente con una promozione Vodafone dove si poteva scegliere tra soli 3 titoli e avendo 2 numeri Vodafone in casa ho scelto questo e “Iréne” di Pierre Lemaitre (non ricordo il terzo che si poteva scaricare!).

Data la depressione dilagante del mese di aprile ho pensato che questo leggero romanzo avrebbe potuto tirarmi su il morale e devo dire che forse ho riso due volte, giusto all’inizio, poi ho cominciato ad odiarlo con tutta me stessa e l’ho finito giusto per capire come andava a finire.

Quasi non so da dove partire per dire cosa non mi è piaciuto.

Forse dalle situazioni assurde al limite del possibile immaginabile? In più la situazione sentimentale intricata che esce fuori da tutta questa furia di eventi è assurda e a mio parere piena di stereotipi.

Poppy è una normalissima ragazza con un lavoro normale che incontra il ricco Magnus con famiglia super-snob che ovviamente decide di sposarla dopo qualche mese di frequentazione e lei mette in atto conseguenti tentativi di trasformazione da fisioterapista a colta esperta di X argomenti per impressionare i futuri suoceri.

In quella funesta giornata in cui lei riesce a perdere l’anello di fidanzamento e il telefono, questa ragazza non si fa problemi a raccogliere un cellulare trovato in un cestino (chi butta un telefono in un cestino di un hotel?!) dando il suo nuovo numero a mezzo mondo e rispondendo tranquillamente alle chiamate in entrata che la fanno diventare momentanea segretaria di Sam, manager e capo di una famosa azienda, che non si fa problemi a lasciarle in mano un telefono aziendale che contiene e-mail private e di lavoro che lei deve semplicemente inoltrargli diventando lui così in automatico il suo “capo” bello, affascinante, carismatico e avvocato della causa persa della sua nuova assistente.

(qui iniziano anche i veri spoiler)

Le amiche non le danno una mano durante questa crisi di panico in cui questa povera ragazza non sa se e come dire che ha perso un anello cimelio di famiglia e tra queste care donne c’è pure l’amica invidiosa che cerca di soffiarle il futuro marito.

Magnus sarà pure ricco e colto ma improvvisamente diventa incapace di fare proposte di matrimonio e di prendersi le proprie responsabilità, traditore e bugiardo tutto in un giorno a pochi giorni dal matrimonio ovviamente con di mezzo la wedding planner che è pure ladra del famoso anello che secondo lei doveva essere suo visti i suoi trascorsi col futuro sposo. La suocera che tiene un comportamento assolutamente impensabile nei confronti del figlio dato che racconta tutti gli affari suoi alla futura nuora senza chiedere a lui il consenso e dato che Magnus è più che maggiorenne certe cose se le potrebbe pure sbrigare da solo.

Poppy in tutto questo cosa fa? Si fa gli affari dell’azienda che, attraverso il suo nuovo eroe, le ha comunque concesso di tenere il telefono, si legge per bene le conversazioni e la vita personale di Sam creandogli ovviamente dei problemi che dovrebbero essere divertenti ma a me hanno solo fatto arrabbiare, si fa creare un anello finto tramite le conoscenze di questo sconosciuto, gli risolve un complicato caso aziendale e ma sì, già che c’è ci flirta e si innamora così su due piedi sempre tramite chat ed emoticon varie.

Voi direte che quindi lo sposa al posto del decerebrato e vissero felici e contenti, no?

Peggio!

(SPOILERONE SUL FINALE)

Perdona il fedifrago, indeciso e immaturo. Ci arriva all’altare ma si rende conto che Magnus non sta pronunciando le promesse come lei vorrebbe perchè lui non dà loro la stessa importante che attribuisce lei a quelle parole. Decide che non è il caso di sposarlo e a tutti gli invitati al matrimonio arriva un sms identico dal bel Sam che chiede di fermarla perchè la ama. Lei esce dalla cerimonia in abito da sposa e se ne sta dall’altra parte del marciapiede rispetto a lui continuando a scrivergli via sms (a 10 metri, ci rendiamo conto?!) e dopo il ricongiungimento tra baci e abbracci, non potendo liquidare gli invitati su due piedi, chiedi a Magnus se può portarsi Sam al ricevimento e ovviamente lui acconsente!

Conclusione: situazioni e personaggi assurdi, antipatici e senza spina dorsale.

Oh, bene mi sono sfogata finalmente. Ora faccio un bel respiro e torno seria.

A parte i miei toni, non consiglio il libro se non a delle ragazzine dipendenti dalla tecnologia che possono credere ad una storia simile e sospirare sognanti per 5 minuti a fine libro anche se secondo me anche una romantica dodicenne avrebbe dei dubbi.

Ricordo che queste sono le mie opinioni personali, non vengo pagata da nessuno per smontare i libri che leggo e non sto dicendo che il libro sia universalmente brutto perchè siamo tanti nel mondo e abbiamo gusti diversi, per fortuna!

Detto questo… chi di voi l’ha letto? Cosa ne pensate?


La ricetta

No, va beh non ce la faccio a cucinare una cosa che possa assomigliare a questo libro. Boh, prendete due gusti assurdi delle Caramelle Tutti i gusti +1 e mischiateli!

Dettagli: Mondadori, 2011- 345 pag.

Prezzo: Copertina flessibile: 8,77€ – E-Book: 7,99€

Link Amazon

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Book Buying Tag

So che ho già trattato l’argomento ma ho trovato questo tag sul blog di Chiara Nicolazzo e mi andava di rispondere a qualche domanda, così per cambiare un po’! 🙂

#1. Dove compri i tuoi libri?
Quei pochi cartacei che compro li prendo o da Feltrinelli online (molto più raro il negozio) oppure su Amazon se si tratta di libri nuovi oppure sempre online o in vari mercatini e negozi se usati. Gli e-book ovviamente online.

#2. Hai mai prenotato un libro? E nel caso l’hai fatto in negozio o online?
Sì, ho prenotato dei libri online e poi li ho ritirati in negozio.

#3. In media, quanti libri compri al mese?
Vi stupisce se vi dico zero? Nel senso che non compro quasi mai negli ultimi 4 anni per questioni sia economiche sia di spazio e se lo faccio mi limito a massimo 5 libri che poi mi durano una vita visto che ne ho altri 300 che aspettano da anni di essere letti. Per quanto riguarda gli e-book addirittura da quando ho il Kobo nuovo ho deciso di comprare solo quelli che sto veramente per leggere, come ad esempio quelli per il gruppo di lettura, altrimenti rischio di lasciare poi tantissimi libri lì fermi senza essere letti e poi perdo anche interesse verso qualcosa che avevo acquistato presa dall’entusiasmo del momento.

#4. Usi la tua biblioteca locale?
Ho frequentato le biblioteche diciamo fino alla fine dell’università. Da piccola quando ero in vacanza ero lontana da casa mia e quindi dai miei libri così mi rifornivo nella biblioteca del paese. Quella stessa cittadina è diventata poi la mia casa per i 3 anni dell’università e di conseguenza ho continuato a frequentare la biblioteca sia per le letture personali sia per le ricerche fino alla tesi della triennale.

#5. Se si – quanti libri puoi prendere/ hai preso in prestito per volta?
Se non ricordo male erano 2 libri al mese per tessera.

#6. Qual’è la tua opinione sulle biblioteche?
A prescindere dal vantaggio economico che comportano, credo che siano un luogo di socializzazione a partire dai bibliotecari fino alle persone che puoi incontrare curiosando tra gli scaffali che ti possono consigliare o meno un determinato autore o libro, per non parlare degli universitari che si rifugiano lì per studiare! Andrebbero sicuramente valorizzate soprattutto con eventi rivolti ai più piccoli che spesso associano la lettura al solo studio e ad un obbligo scolastico perdendone il valore reale di evasione, fantasia e riflessione.

#7. Cosa ne pensi dei negozi di seconda mano?
Sicuramente anche qui la componente economica gioca a favore dei negozi e dei mercatini che frequento sia fisicamente sia online. Trovo, inoltre, che un libro vissuto sia molto affascinante e mi ritrovo spesso a chiedermi chi possa averlo letto prima di me (immaginando età, nome, professione, ecc…) e dove possa averlo portato.

#8. Tieni i libri da leggere e i libri letti sullo stesso scaffale oppure no?
Ho tutto nella stessa libreria per problemi si spazio e di organizzazione ma i libri letti sono separati da quelli da leggere, almeno per quanto mi è possibile! Tengo i libri in lettura o sulla testata del letto che mi fa da comodino oppure in borsa.

#9. Hai in programma di leggere tutti i libri che possiedi?
Magari! Vorrei davvero riuscirci ma ci sono libri in attesa nella libreria dei miei genitori circa dal 1985… e sono nata nel 1990!

#10. Cosa fai dei libri che possiedi e che non hai mai letto o che non ti sono piaciuti?
Se non li ho letti e mi interessano ancora li tengo lì finchè non trovo l’ispirazione. Se non mi sono piaciuti o non sono più di mio interesse, salvo autori particolari o volumi che fanno parte di collane, li scambio, regalo o vendo!

#11. Hai mai donato libri?
Sì, eccome! Ci sono libri di mia nonna, dei miei genitori, di vicini di casa o amici che ho recuperato dai vari traslochi negli anni (capite perchè non compro?!) che poi alla fine ho scoperto che non erano nelle mie corde e li ho donati alla biblioteca, ad associazioni o ad amici e parenti.

#12. Ti sei mai costretto a non comprare libri?
No, semplicemente ho cambiato il mio modo di spendere, di vivere e di conseguenza di leggere negli anni quindi mi viene automatico non comprare.

#13. Credi di comprare troppi libri?
No, anzi. Negli ultimi 4 anni direi che sono troppo pochi!

Voi cosa rispondereste a queste domande?

Lavinia

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Estate… più libri?

Buon pomeriggio d’estate a voi!

Lo so, nessuno sarà qui a leggermi perchè sarete tutti al mare a mostrar le chiappe più o meno chiare ma… quanti di voi stanno leggendo?

Viste le leggere giornate assolate volevo scrivere un breve post di chiacchiere e mi chiedo se leggete perchè di solito l’estate è la stagione in cui leggo di più.

Complici le ferie, direte voi, e invece no perchè è proprio il periodo in cui di solito lavoro di più avendo sempre avuto a che fare con il turismo e chi va in vacanza non facendo andare me!

Sarà che quando sono in spiaggia non amo stare attaccata allo smartphone visto che non vedo lo schermo o comunque non voglio rischiare di bagnarlo o rovinarlo e lo porto giusto nel caso in cui chiamassero amici, parenti o colleghi per necessità varie?

(a dire la verità, per lo stesso rischio di distruggerlo, non porto nemmeno il Kobo anche se da quest anno ho l’H2O perchè sinceramente non voglio riempirlo di sabbia o lasciarlo ore sotto il sole ad alte temperature)

Sarà che se ci vado da sola mi butto a leggere e se ci vado col mio compagno dopo 3 partite a carte e il pranzo lui si addormenta facilmente? Sarà che a casa riesco a stare sveglia più a lungo complice la luce e le giornate meno tristi?

Non lo so ma so che ci sono persone che conosco che invece con il caldo non riescono a leggere e preferiscono il freddo con la coperta e il tè caldo, cosa che io comunque non disdegno per niente (sempre se accompagnati da biscotti al cioccolato ovviamente).

Per quanto mi riguarda non credo di avere un genere preferito da spiaggia o cosiddetto “da ombrellone” ma preferisco libri brevi e leggeri, solitamente narrativa generale o thriller. E nemmeno nelle stagioni fredde scelgo sempre la stessa tipologia di libro ma è difficile vedermi in spiaggia con un tomo di 600 pagine (troppo scomodo da tenere in mano sulla sdraio) o con un saggio.

Quindi? Voi leggete di più o di meno? Cosa leggete sotto il sole?

Lavinia

 

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Spizzichi e bocconi #10 – “Il commesso” di Bernard Malamud

Cosa state facendo in questo ponte lungo di inizio estate?

Eh io indovinate un po’, sono al lavoro!

Vi lascio però una citazione del libro che ho in lettura al momento che ho trovato molto attuale sebbene il romanzo sia del 1957.

il-commesso“Rimandava qualsiasi decisione importante.

Ciò che più le faceva paura era il grande compromesso: aveva visto tante persone di sua conoscenza rassegnarsi e accettare molto meno di ciò che avevano sempre desiderato.

Temeva di essere costretta a scegliere oltre un certo limite, di accettare una vista meno bella, molto meno bella di quella che aveva desiderato: di accettare una volta per tutte un destino remoto dai suoi ideali.”